sabato 5 settembre 2015

Libri: monthly teaser #5

Buongiorno, lettori! 


VI ricordate del 
in cui Bisogna aprire una pagina a caso del libro che si sta leggendo e trascrivere un breve brano? 

è tanto che non  lo aggiorno, ma il libro che sto leggendo ora merita veramente. 
e anziche prendere una parte a caso del libro, ho deciso di  sceglierla io.
Sto parlando dello schiavo del tempo di anne rice e l'estratto che ho scelto è il seguente:
 (è un po lungo, ma ne vale la pena!)

<<…..E la Terra era davvero rotonda. Non era rimasto miglio che non fosse cartografato, che non avesse un nome o un proprietario. Non c'era zona incui non fosse possibile comunicare, perché le misteriose onde dei telefoni,delle radio e delle televisioni potevano essere lanciate nello spazio con i satelliti e ributtate sulla terra in qualsiasi località. A volte le immagini e i suoni della televisione riguardavano persone e avvenimenti che accadevano nell'istante in cui venivano trasmessi: si chiamava diretta TV.
La chimica aveva raggiunto limiti impensabili, realizzando con l'estrazione, la decantazione, l'analisi e le combinazioni di ogni tipo nuove sostanze, materiali e farmaci. Il processo stesso di combinazione degli elementi si era sviluppato al punto che si verificavano trasformazioni fisiche, chimiche, reazioni a catena, reazioni chimiche, fusioni, per nominarne solo alcune. Le sostanze erano state scomposte fino a formarne di nuove, secondo un processo che non aveva limiti.
La scienza aveva superato i sogni degli alchimisti.

I diamanti venivano utilizzati come punte per i trapani, anche se la gente li portava ancora come ornamento e valevano milioni di dollari, che erano, a quanto pareva, la valuta più pregiata: i dollari americani, anche se il mondo era pieno di valute e lingue diverse e gli abitanti di Hong Kong parlavano con quelli di New York schiacciando semplicemente qualche pulsante.
Il catalogo dei materiali sintetici e dei relativi prodotti era cresciuto oltre i limiti della memoria e della comprensione dell'uomo comune, al punto che praticamente nessuno sarebbe stato in grado di nominare correttamente le componenti della camicia sintetica che indossava, o della calcolatrice di plastica che teneva in tasca.
Naturalmente era inevitabile trame le debite conclusioni. Una macchina o un aereo che dipendevano dalla combustione di carburante fossile, oltre che muoversi potevano anche esplodere. Si potevano mandare bombe senza piloti da un paese all'altro, per distruggere persino le più grandi città con gli edifici più imponenti. Non c'era ormai parte del mondo in cui il mare non avesse almeno un vago sapore di benzina.
New York si trovava molto a nord dell'Equatore, questo era ovvio, e si poteva dire che in questo momento fosse la capitale del mondo occidentale.
Il mondo occidentale. È qui che mi sono trovato. E che cos'è il mondo occidentale? Apparentemente il mondo occidentale era la diretta emanazione culturale dell'ellenismo di Alessandro Magno; i suoi concetti di giustizia ed equilibrio si erano infinitamente ampliati e complicati, ma nella sostanza non erano mai stati sovvertiti dalle varie forme di cristianesimo: da quella che rivendica semplicemente l'accoglienza mistica di Gesù, fino alle ottuse sette teologiche che stanno ancora a discutere della natura della Trinità, vale a dire se esistono o meno tre persone in unico Dio. Non c'era praticamente zona del mondo occidentale che non fosse culturalmente arricchita e rinvigorita dalla forza spirituale e dalla creatività illimitata del giudaismo. Gli scienziati, i filosofi, i medici, i mercanti e i musicisti ebrei erano tra i più celebrati in quell'era.
La spinta a eccellere era un valore portante, come a Babilonia. Anche per chi era disperato. La legge naturale e la legge della ragione erano diventate valori correnti, mentre la legge rivelata e quella ereditaria erano diventate sospette e oggetto di diatribe, e adesso tutti gli esseri umani erano 'uguali'. Il che significa che la vita di un contadino era preziosa quanto la vita dell'attuale regina di Inghilterra o del suo primo ministro eletto dal popolo.
Dal punto di vista formale e legale non esistevano più gli schiavi.
Pochi erano certi del significato della vita, un esiguo numero, proprio come ai tempi in cui ero vissuto.
Una volta, da ragazzo, avevo letto nella sala di scrittura una lamentazione in sumerico: 'Chi ha mai conosciuto il volere del cielo?' Qualsiasi uomo o donna in giro oggi per le strade di New York potrebbe usare quelle stesse parole.
Questo mondo occidentale, questa emanazione dell'ellenismo che ha assimilato i successivi sviluppi del giudaismo e del cristianesimo, si era maggiormente sviluppato nelle regioni del Nord del pianeta, sia in Europa
che in America, appropriandosi, si potrebbe dire, della tenacia e della ferocia di quelle creature più alte e più pelose che abitavano le foreste e le
steppe e che non impararono a diventare uomini in posti simili all'Eden, ma in terre dove l'estate cedeva ineluttabilmente alla brutalità del freddo e
del gelo.
Tutto il mondo occidentale, compresi i suoi più remoti avamposti ai Tropici, adesso viveva come se l'inverno potesse all'improvviso avvolgere tutta la Terra, portando isolamento e distruzione.
Dalle città più vicine alla calotta polare artica, giù giù fino alle giungle estreme del Perù, la gente prosperava in enclavi ideate e alimentate da macchine, microchip e microbiologie, circondata da scorte di energia, carburante, oggetti sofisticati e cibo.
Nessuno voleva più rischiare di rimanere senza qualcosa, compresa l'informazione. Depositi. Archivi. Banche dati. Hard disk, floppy disk, copie su carta: qualsiasi cosa ritenuta di un qualche valore veniva in un modo o nell'altro duplicata e immagazzinata.
Alla base c'era la stessa idea che aveva creato gli archivi di tavolette di Babilonia, su cui avevo studiato un tempo. Non era difficile da capire.
Ma a dispetto di questi progressi strepitosi, tra i quali Esther Belkin mi aveva portato attirandomi da lei come una calamità, e trascinandovi anche la mia coscienza, esisteva ancora il 'vecchio mondo'.
Seguimi nelle zone paludose, sulle montagne, dentro i deserti. 'L'Oriente' lo chiamavano, o Terzo mondo, o paesi sottosviluppati, o paesi arretrati: comprendeva ancora continenti dove O beduino in candidi abiti senza tempo conduce i suoi cammelli attraverso le tempeste di sabbia, felice come sempre di vivere in una desolazione smagliante di sole. Solo che adesso poteva portarsi dietro un televisore a pile e una lattina di quella sostanza chimica che produce fuoco così che, una volta piantata la tenda, poteva ascoltare il Corano letto alla televisione, mentre il cibo si riscaldava senza bisogno di legna o di carbone.
Nelle risaie, nei campi dell'India, nelle zone paludose dell'Iraq, nei villaggi sparsi per il mondo, uomini e donne erano chini a raccogliere le messi come facevano dagli albori della civiltà
Enormi e moderni agglomerati urbani erano sorti per milioni di asiatici, eppure masse di agricoltori, tessitori, venditori, madri, sacerdoti, mendicanti e bambini non avevano accesso alle invenzioni dell'Occidente, alle sue risorse, alle medicine e all'igiene.
L'igiene era la chiave di volta.
L'igiene comportava la trasformazione chimica dei rifiuti umani e industriali, la purificazione dell'acqua e la disponibilità d'acqua per lavarsi -l'eliminazione della sporcizia di qualsiasi origine e il mantenimento di un ambiente in cui fosse possibile nascere, partorire, crescere e morire – per essere protetti al meglio da contaminazioni di ogni sorta, che fossero di origine umana, industriale o chimica.
Nulla aveva più importanza dell'igiene. Grazie all'igiene le epidemie erano scomparse dal mondo.
Nel cosiddetto Occidente l'igiene era una cosa scontata. In 'Oriente' era ancora guardata con sospetto, o forse la popolazione era semplicemente troppo numerosa perché potesse adeguarsi a certi costumi, essenziali per
garantirla.
Le malattie dilagavano nelle giungle; nei terreni paludosi; nelle sacche di degrado delle grandi città, o tra le distese desolate dove braccianti, artigiani e agricoltori ancora vivevano come nell'antichità.
La fame. Erano in molti e molti erano affamati. Nelle strade di New York si buttava il cibo, mentre la televisione trasmetteva immagini delle popolazioni affamate dell'Asia. Questione di distribuzione.
Era il mistero del secolo: fra tante trasformazioni, le cose erano organizzate in modo tale per cui ai grandi cambiamenti si affiancava l'immobilismo più assoluto.
C'erano ovunque contrasti che potevano angosciare e al contempo deliziare lo sguardo. Nelle strade affollate di Calcutta i santoni indiani camminavano nudi di fianco ad automobili rombanti. A Haiti c'erano persone abbandonate nella strada che morivano di fame guardando gli aeroplani volare sopra le loro teste.
Il Nilo attraversava una metropoli come il Cairo, dove svettavano edifici in vetro e cemento come a Manhattan, e le strade erano piene di uomini e donne paludati in lunghe vesti di cotone bianco o nero, identiche a quelle portate dal popolo di Israele quando il faraone lo lasciò partire.
Le piramidi di Giza erano ancora quelle di un tempo, ma l'aria che le circondava era satura di gas di scarico e la città moderna si estendeva fino ai loro piedi.
A un tiro di sasso da edifici pieni di uffici con l'aria condizionata, esistevano ancora tratti di giungla i cui abitanti non sapevano nulla di Yahweh, Allah, Gesù o Shiva, di ferro, rame, oro o bronzo. Cacciavano con lance di legno intinte nei veleni dei rettili e si sbigottivano alla vista degli enormi bulldozer che ogni tanto venivano ad abbattere la foresta che era tutto il loro mondo.
Un gregge di capre sulle montagne di Giudea era ancora identico a un gregge di capre dell'epoca di Ciro il Grande. I pastori che accudivano le pecore intorno alla città di Betlemme erano ancora identici a quelli dei tempi del profeta Geremia.
Per quanto Oriente e Occidente comunicassero e interagissero in continuazione, seguitavano a fronteggiarsi come mondi separati. Gli sceicchi del deserto, arricchitisi col petrolio trovato sotto la sabbia, andavano in giro in automobile indossando i copricapi e le vesti tradizionali. Un gran numero di donne in tutto il mondo viveva ancora relegato in casa e poteva andare per la strada solo col volto velato.
A New York, capitale dell'Occidente e città d'elezione di persone abili e potenti, l'uomo della strada era del tutto abituato alla 'scienza' e nello stesso tempo assolutamente ignorante in materia.
Quanti individui al mondo conoscevano l'esatto significato di espressioni come codice binario, semiconduttore, triodo, elettrolito o raggio laser?
Ai più alti gradi, un'elite tecnologica con i poteri di una casta sacerdotale trattava con l'invisibile in assoluta confidenza: ioni, neutrini, raggi gamma, luce ultravioletta e buchi neri nello spazio.......>>


Io vi consiglio di leggerlo!
Ciao
carla